Scalare il Pico Urriellu con la SLA: il grido più forte contro la malattia

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Accompagniamo Miguel Ángel RoldánInsegnante di educazione fisica e triatleta che soffre di SLA, nella sua scalata al Naranjo de Bulnes per gridare per la ricerca contro questa malattia: scalare con la SLA è un campanello d’allarme e un grido di vita, il più forte ed emozionante: Ti unisci a noi per saperne di più su questo progetto?

Ultimo 31 maggio 2022, Miguel Ángel Roldán, insegnante di educazione fisica e triatleta, è riuscito a salire in cima alla Picu Urrielluconosciuto anche come Naranjo de Bulnes, sul Parco Nazionale Picos de Europa.

Questo non sarebbe un titolo di giornale se non fosse che Michelangelo soffre di una terribile malattia: la ALS o sclerosi laterale amiotrofica.

Perché qualcuno a cui è stata diagnosticata una morte precoce dovrebbe porsi una tale sfida?

Non si è arrampicato prima di ricevere il colpo di quella diagnosi.

Ma ha visto che è essenziale portare all’attenzione della società l’esistenza di malattie che, come questa, potrebbero essere curate se anche solo una parte delle risorse che sono attualmente destinate ad altri scopi non così vitali fossero dedicate alla loro ricerca.

Era necessario attirare l’attenzione su di esso! Così è nato il progetto “Sono nate le 5 grida contro la SLA”.

Scalare il Pico Urriellu è diventato l’obiettivo del terzo dei gridi contro la sclerosi laterale amiotrofica.

Progetto “Le 5 grida contro la SLA”.

Quattro associazioni di malati di SLA: Dale Candela, Dar Dar, Fundación Luzón e Saca la Lengua a la ELA sono uniti per gridare alla società e svegliarci dalla nostra ignoranza.

Perché solo se sappiamo che la malattia esiste possiamo influenzare i responsabili a dedicarle l’attenzione e le risorse necessarie.

A questo scopo hanno progettato un piano che consiste nel lanciare 5 grida da luoghi emblematici.

Il primafatto da nel 2018 da Pablo Olmos e Unai Llantadaspuntato dalla cima della montagna più alta del Antartide: Monte Vinson4.897 metri di altezza.

Gravemente colpito dalla SLA, Pablo ha partecipato alla scalata della corda dalla sua sedia a rotelle, a Zalla. Legato a Unai da una corda intessuta di amicizia lunga 14.500 chilometri.

Hanno completato la spedizione “Dar Dar ELAntártida” e, “insieme” in cima, hanno lanciato il primo grido di questo progetto.

Il secondo grido ha richiesto che il ghiaccio iniziale fosse cambiato in fuoco, e che gli occhi fossero rivolti a un vulcano: il Monte Teide.

In un anno di crisi sanitaria globale, 2020altre due persone: Jaime Lafita e Miguel Ángel Roldán affrontato Rotta 04. La salita più ripida d’Europa con il minor chilometraggio.

Dal mare, da cui hanno raccolto l’acqua in una bottiglia, ai 3.718 metri della cima che hanno scalato per combattere il fuoco interno che li consuma.

Perché sia Jaime che Miguel Ángel soffrono di SLA.

TeidELA 04” era il nome della spedizione, e “Grita Echeide” è il titolo del documentario che la descrive, riferendosi a una delle leggende locali sul vulcano.

Il terzo grido: scalare con ELA il Picu Urriellu

E solo pochi giorni fa, perché sto scrivendo questo in Giugno 2022è quando ha iniziato l’ascesa per lanciare il terzo grido. “UrriELA”. Salita della vita”.

Miguel Ángel Roldán e alcune guide

Lo scopo di Miguel Ángel Roldán era la parte superiore del Picu Urrielluda 2.519 metri sul livello del mare y pareti verticali su tutti i lati.

Probabilmente La montagna più emblematica della Spagna. Quello con più vie di arrampicata.

Il prescelto era la Directa de los hermanos Martínez, sul lato sud, aperta il 13 agosto 1944..

Alle difficoltà della salita, con diverse sezioni da IV+ a V, si aggiungono le difficoltà dell’arrampicata con la SLA.

Un pesante “zaino” che Miguel Angel porta ogni giorno, con debolezza muscolare, limitazioni nel controllo dei muscoli che, non molto tempo fa, gli permettevano di finire il triathlon, difficoltà nel parlare,…

Con questo terribile fardello, ma con una forza di volontà senza limiti, si stava dirigendo verso il Alle 7 del mattino del 31 maggio ha lasciato il rifugio Urrielload un’altitudine di quasi 2.000 m, dove eravamo rimasti per due giorni a preparare la salita.

Due ore più tardi, dopo essere scesi al Canal de la Celada e attraversare le scogliere e i campi di neve del Parete nord del Picuarriviamo a quello che sarebbe il nostro Campo basenel Collado de la Celada. Per alcuni 2.200 metri.

Salendo al Collado de la Celada

Fondamentale per il suo assemblaggio è stato il collaborazione di SEREIM (Sezione Soccorso Alpino e Intervento) da Cangas de Onís e del Unità d’aria di OviedoLa Guardia Civil del Principato delle Asturie, che è riuscita a collocare sul posto i mezzi tecnici necessari, nonostante le difficoltà causate dalla nebbia.

Il squadra umana incaricato di trasmettere le immagini dal vivo della salita ha preparato uno “studio” o set di produzione impressionante, per essere in mezzo al paesaggio selvaggio dei Picos de Europa.

Scalare il Pico Urriellu con la SLAProduzione improvvisata ambientata a 2200 metri di altitudine.

Basato su due piccole tende, è stato utilizzato per l’accoglienza dei immagini simultanee da 6 telecamere. 4 in quota, nelle mani di scalatori, uno a 2.200 m e uno su un drone.

Sono stati montati, insieme a commenti e interviste, e il segnale è stato trasmesso a un passo di montagna vicino. Da lì è stato lanciato allo studio principale e servito al mondo intero.

Scalare il Pico Urriellu con la SLAImpostazione della realizzazione

4 ore di arrampicata per l’urlo più emozionante.

Alle 11 del mattinocome previsto, Michelangelo si gettò verso il muro con la ferma determinazione di scalarlo.

Scalare il Pico Urriellu con la SLAMiguel Angel che si concentra prima di iniziare il percorso.

Con l’aiuto di un formidabile attrezzatura d’alta quota composto da 7 guide e telecamere, ha combattuto per più di 4 ore contro i suoi limiti e le difficoltà del percorso di arrampicata.

Scalare il Pico Urriellu con la SLALa corda principale e quelle dei cameraman viste dall’alto.

Potremmo vederlo arrampicarsi con la SLA, dal vivo. Esausto alla fine di alcuni tiri, ma pochi minuti dopo un sorriso sarebbe apparso sulle sue labbra. Ci stavamo convincendo che la cima era alla sua portata.

È arrivato a piedi da solo all’immagine che corona la cima di Picu Urriellu. Con l’enorme forza interiore che viene dalla convinzione e dalla certezza di sapere che la sua richiesta è giusta, lanciato dai Picchi d’Europa un grido di attenzione e di rabbia.

Lo ha fatto affermando più risorse per la ricerca sulla SLA e per la cura di coloro che ne soffrono. Lo ha fatto a nome delle 4.000 persone che soffrono della malattia in Spagna.

https://blogs.forumsport.com/montana/wp-content/uploads/sites/3/2021/06/MIKEL-CIMA.mp4

Il resto dell’accaduto lo abbiamo visto e vissuto in modo confuso.

Perché entrambi i suoi compagni di scalata, che sono andati al suo abbraccio al verticeCome quelli di noi che sono rimasti al campo base, i nostri occhi erano pieni di lacrime di emozione.

Scalare il Pico Urriellu con la SLAIl gruppo in cima: è stato molto emozionante!

Era come toccare il cielo con le dita!

A nome mio e delle persone che stanno cercando di migliorare la situazione dei malati di SLA, vorremmo ringraziare Forum Sport per la loro sensibilità e aiuto nel rendere visibile questa malattia e promuovere la ricerca alla ricerca di una cura.

Da Kepa Lizarragaspecialista in Medicina dello Sport e collaboratore di Forum Sport.

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