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Tutto sui Monti Sibillini

L’imponente e misterioso massiccio rifugio della Sibilla

Il massiccio montuoso dei monti Sibillini si trova tra le regioni delle Marche e dell’Umbria e segue la catena degli Appennini centrali.

Si raggiunge in auto percorrendo l’autostrada A14, uscita San Benedetto del Tronto(sud),  Civitanova marche(nord), Pedaso(est).

Dall’A1 si esce invece a Orte, Val di Chiana.

Le sue vette raggiungono in genere i 2000 m slm; il monte Vettore, il più alto, raggiunge i 2476 m.

Si tratta di montagne di origine calcaree, calcareo-silicee e calcareo-marnose (con argilla e calcite), formatesi sui fondali marini prima del ritiro del Mediterraneo, nel Pliocene (5 milioni di anni fa).

Nel corso dei secoli, con le glaciazioni ed il fenomeno del carsismo, le rocce hanno lentamente acquistato la morfologia attuale.

L’ecosistema presente nel territorio è di tipo montano e suddiviso in 3 piani altitudinali:
-piano collinare, dai 600 m ai 1000 m;
-piano montano, dai 1000 m ai 1800 m;
-piano sommitale,  dai 1800 m ai 2400 m.

In particolare gli ultimi due sono rimasti pressoché intatti ed hanno subito solo limitatamente l’intervento umano.

Il piano collinare ospita boschi di roverella e carpino , lecci nelle zone più protette nel versante Sud, alcuni esemplari di tasso ed agrifoglio.

Sibillini

Il piano montano è caratterizzato da pascoli artificiali, ancora boschi di roverella e carpino, acero, castagno e faggio; torrenti e sorgenti montane.

Il piano sommitale presenta pasoli e praterie dove crescono alcuni fiori rari quali le stelle alpine, la violetta,la dripide, zone ghiaiose e pendii detritici, pareti

rocciose, aree paludose ed un lago glaciale (Lago Pilato).

Sono molte le leggende legate a questi monti, che prendono il nome dal Monte Sibilla, il quale a sua volta è chiamato così in nome della Sibilla Appenninica, che si dice abitasse in una grotta presso la sua  vetta, a 2150m e raggiungibile solo a piedi.